Spazio etico, Associazione di promozione sociale
Un bel giorno,

incoraggiata dall’uso massiccio di concimi chimici da parte degli
agricoltori circostanti, una piccola alga verde comincia a prosperare
in un grandissimo stagno. Anche se la sua diffusione annua è rapida,
di una progressione geometrica con fattore 2, nessuno se ne preoccupa.
In effetti, anche raddoppiando ogni anno, l’alga coprirà l’intera superficie dello stagno in trent’anni: e al termine del ventiquattresimo anno sarà colonizzato soltanto il 3 per cento dello specchio d’acqua!
Forse ci si comincerà a preoccupare quando l’alga avrà colonizzato
la metà della superficie, facendo sorgere una minaccia
di eutrofizzazione, cioè di asfissia della vita acquatica.
Anche se per arrivare a quel punto ci sono voluti decenni, basterà
un solo anno per provocare la morte irrimediabile dell’ecosistema lacustre. Noi siamo arrivati esattamente al momento in cui l’alga verde ha colonizzato la metà del nostro stagno.
[…] In questa situazione, sarebbe urgente riscoprire la saggezza della lumaca. Infatti la lumaca non solo ci insegna la necessaria lentezza,
ma ci impartisce una lezione ancora più indispensabile.

“La lumaca – ci spiega Ivan Illich – costruisce la delicata architettura del suo guscio aggiungendo una dopo l’altra delle spire semprepiù larghe, poi smette bruscamente e comincia a creare delle circonvoluzioni stavolta decrescenti. Una sola spira più larga darebbe
al guscio una dimensione sedici volte più grande.
Invece di contribuire al benessere dell’animale, lo graverebbe di
un peso eccessivo. A quel punto, qualsiasi aumento della sua produttività servirebbe unicamente a rimediare alle difficoltà create
da una dimensione del guscio superiore ai limiti fissati dalla sua finalità. Superato il punto limite dell’ingrandimento delle spire, i problemi della crescita eccessiva si moltiplicano in progressione geometrica,
mentre la capacità biologica della lumaca può seguire soltanto,
nel migliore dei casi, una progressione aritmetica”.

Questo divorzio della lumaca dalla ragione geometrica, che per un periodo aveva anche lei sposato, ci mostra la via per pensare una società della decrescita, possibilmente serena e conviviale.

 

La storia è tratta da "Breve trattato sulla decrescita serena"
di S. Latouche, Bollati Boringhieri 2007